
LA MISSIONE
Mantenere le terre dei nostri antenati le terre dei nostri discendenti.
Essere identitari significa amare, preservare e proteggere le proprie Identità etniche, culturali e popolari prescindendo da ideologie e avvenimenti, ponendo tale volontà di preservazione e continuazione del proprio essere nel tempo al centro della propria azione politica, come base e come scopo. La volontà d'azione di un Identitario, pertanto, proviene esclusivamente dalla volontà di sopravvivenza puramente naturale di un Popolo e non può per tale motivo essere contenuta in alcuno degli schieramenti politici classici scaturenti dal contrasto delle due principali Ideologie socio-economiche degli scorsi due secoli, ossia Comunismo e Capitalismo; ponendo l'Identitarismo completamente al di fuori del paradigma precedentemente consolidato di Destra e Sinistra, ma inserendolo in una nuova, più attuale, categorizzazione paradigmatica di Globalismo e Identitarismo.
A causa della dissoluzione delle società omogenee che caratterizzavano i secoli passati, nelle quali si potevano quindi sviluppare i presupposti economici e politici per l'affermazione di un paradigma sociale basato sulla gestione della produttività e prive di qualsivoglia riferimento alla vita sociale naturale, ed a causa della cessazione dei conflitti reali tra Comunismo e Capitalismo, in seguito alla loro silente fusione avutasi dalla caduta del muro, la classica contrapposizione ha subito una fase di transizione nella quale si sono visti gli schieramenti rispettivi mescolarsi e diluirsi a vicenda, arrivando al monopartito dalle tante sfumature che oggi impone la propria volontà sui Popoli da esso ingannati, per la costruzione di un mondo unico, senza diversità, comune nel quale pochissimi, influentissimi individui hanno un controllo totale ed assoluto sulle vite e le abitudini di tutti, in un comunismo capitale e globale che assume il nome di Globalismo.
L'opposizione a questo tirannico sistema può solo e solamente ritrovarsi nello sviluppo in direzione totalmente opposta, opponendo in maniera costruttiva all'elemento globale l'elemento locale; alle Identità artificiali e fluide le Identità reali e concrete; alla sorveglianza totale, la libertà individuale; al costrutto, il naturale; ossia l'Identitarismo.
Tuttavia le rivoluzioni sono come un fiume, il cui flusso non può essere interrotto, ma solamente deviato. La rivoluzione del nostro tempo, la globalizzazione regionalizzata delle economie e delle tecnologie, è un fenomeno inevitabile a cui non è possibile opporsi, ma di cui si può deviare il corso verso un esito Identitario.
L'unico modo realistico per mantenere le terre dei nostri antenati le terre dei nostri discendenti è quindi la costruzione di un'alternativa composta da Comunità Identitarie organiche e giovanili che riesca a coniugare le necessità Comunitarie locali con le necessità economiche e tecnologiche globali, costruendo un'azione politica innovativa e coerente con le sfide del nostro tempo, epurata di ideologie vecchie, inappropriate e decomposte, con l'obiettivo di un cambiamento sistemico totale non solo a mezzo elettorale, ma con la costruzione dal basso delle stesse Comunità sulle quali la stessa deve appoggiarsi.
Alla guida di questa struttura eterogenea si troverà una falange, una punta di diamante élitaria di individui giovani e preparati che per natura della loro vitalità e formazione guideranno l'offensiva metapolitica e la direzione politica dell'intera iniziativa.
Le uniche due strategie perseguibili da una simile struttura al fine di mantenere le terre dei nostri antenati le terre dei nostri discendenti, è una strategia di influenza politica e trasformazione istituzionale a breve termine unitamente ad una ricostruzione organica e comunitaria dal basso nel medio-lungo termine, entrambe da perseguire contemporaneamente:
Remigrazione e Riconquista.
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La Remigrazione non è altro che una risposta politica al fenomeno maggiormente distruttivo per la coesione sociale d'Europa, ossia l'immigrazione di massa, e consiste in un insieme di manovre e riforme affinchè si possano fermare ed invertire dei flussi migratori massivi distruttivi per un Paese.
La stessa si compone di tre fasi:
1) Controllo degli ingressi
2) Rimpatri ed espulsioni
3) Prevenzione e natalità
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La Remigrazione si prefigura quindi come una politica a sviluppo graduale, di estensione Europea avente lo scopo di risolvere in maniera definitiva ed appropriata il problema epocale posto dall'immigrazione massiva risultante nella sostituzione etnica dei Popoli nativi Europei.
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Unitamente alla Remigrazione si deve perseguire una Riconquista culturale che si manifesti in un nuovo impulso vitale scaturente dalla costruzione, o meglio ricostruzione, di Comunità Popolari Identitarie per loro natura legate e radicate ad un territorio, pertanto locali, a funzione di vere e proprie fortezze culturali nelle quali mantenere e dalle quali estendere gli stili di vita originali ancestrali degli stessi Popoli nativi che le compongono.
Le Comunità e le Identità sono la unica speranza per la Riconquista Europea la quale punta a ribaltare completamente gli equilibri imposti che vedono il Popolo nativo Europeo sottomesso alle volontà di altri Popoli e di portatori di interessi ad esso contrari.
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La Remigrazione è quindi solo e solamente un primo, necessario passo a breve termine per assicurare nuovamente le condizioni di esistenza e permanenza delle Comunità Locali affinchè avvenga la Riconquista culturale, demografica, politica, sociale del continente da parte dei Giovani Identitari.






